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Bibliografia dell'antifascismo italiano
Progetto scientifico e coordinamento di: Alberto De Bernardi, Leonardo Rapone, Alceo Riosa, Elisa Signori, Marina Tesoro, Albertina Vittoria.
Gruppo di ricerca: Elena Bignami, Gianmarco Bresadola, Monica Caiazzo, Vittorio Caporrella, Sonia Castro, Marco Cuzzi, Elisabetta Francioni, Benedetta Garzarelli, Francesco Grandi, Yuri Guaiana, Paolo Mattera, Matteo Pasetti, Agata Pernicone, Andrea Rapini, Marica Roda, Luca Tedesco, Bruno Ziglioli.
Progettazione e coordinamento informatico: Vittorio Caporrella, Leone Venticinque.
Finanziamento MIUR, COFIN anno 2001, prot. 2001114113
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Pubblicata anche su CD-rom presso Carocci editore, Roma 2008
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Premessa
Testi e documenti – periodici antifascisti (1926-1943)
Storiografia sull'antifascismo (1945-2005)
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Premessa
a cura di Matteo Pasetti
Questo catalogo bibliografico è il risultato della pluriennale attività di un gruppo di studiosi afferenti a diverse università italiane, mossi dal comune proposito di offrire un contributo alla ricerca storica sull’antifascismo italiano, mettendo a disposizione – non solo della comunità scientifica, ma anche di un più ampio pubblico di studenti, insegnanti e cultori di storia – uno strumento di lavoro nuovo e originale, sia nella sostanza, che nella forma. Fino ad oggi, infatti, non era stata realizzata una Bibliografia dell’antifascismo italiano, che includesse sia il materiale a stampa – a carattere monografico o periodico – prodotto da tutti gli esponenti e le forze organizzate dell’antifascismo italiano durante gli anni del regime, sia la memorialistica e la produzione storiografica incentrate su quell’esperienza dall’immediato dopoguerra ai giorni nostri. Inoltre, al fine di rendere più rapida, funzionale e versatile la consultazione, si è scelto di sfruttare le potenzialità dei sistemi di elaborazione informatica dei dati, trasferendo le informazioni raccolte su un supporto digitale. Questa bibliografia non si presenta quindi come un canonico repertorio cartaceo, ma come un cd-rom dotato di un motore di ricerca che permette di interrogare una banca dati a partire da vari campi (autore, titolo, luogo, anno, area politica ecc.), con la possibilità di intrecciare le domande in variate e numerose combinazioni.
La bibliografia è divisa in tre grandi contenitori tra loro separati: Testi e documenti; Periodici; Storiografia. Le prime due sezioni sono dedicate alle fonti, ovvero contengono le schede relative alle pubblicazioni monografiche e alle testate periodiche edite dall’antifascismo italiano tra il novembre 1926 e il luglio 1943. La terza comprende invece le schede relative agli scritti sull’esperienza storica dell’antifascismo pubblicati dal 1945 al 2005. Le singole schede, oltre alle indicazioni bibliografiche, presentano alcuni campi finalizzati a fornire le informazioni necessarie per la ricerca: il campo “note” e il campo “parole chiave” per tutte e tre le sezioni; il campo “ambito geografico” solo per la sezione Storiografia.
Prima di procedere nella descrizione delle tre sezioni, è opportuno esplicitare i criteri adottati per circoscrivere la ricerca.
La ricognizione delle fonti, ossia dei Testi e documenti e dei Periodici, è stata limitata all’arco cronologico compreso tra il 5 novembre 1926 e il 25 luglio 1943. Tale scelta è stata dettata dall’esigenza di circoscrivere l’intervallo temporale tra date precise, che permettessero a loro volta di focalizzare la stessa categoria di antifascismo. Il termine a quo è costituito dunque dai provvedimenti legislativi presentati il 5 novembre 1926 al Consiglio dei ministri, quando di fatto venne chiusa la fase di destrutturazione dello Stato liberale con lo scioglimento di tutti i partiti, le associazioni e le organizzazioni che svolgevano un’attività di opposizione. Da quel momento, il materiale a stampa di ispirazione antifascista divenne a tutti gli effetti illegale, potendo così essere pubblicato e diffuso soltanto all’estero, mentre in Italia non rimaneva possibile che la pratica della clandestinità. È questo, appunto, il materiale preso in esame nella bibliografia: testi e periodici pubblicati o in Italia clandestinamente, o all’estero dagli antifascisti italiani che optarono per la via dell’esilio. Forse più scontata, anche alla luce di tali presupposti, la scelta del termine ad quem: nella storia del regime fascista, e quindi dell’esperienza antifascista, il 25 luglio 1943 rappresenta indubbiamente una data periodizzante. Benché il ruolo giocato dagli oppositori nella caduta di Mussolini sia stato pressoché ininfluente, il crollo del regime pose fine a un’epoca storica di ventennale contrapposizione tra fascismo e antifascismo. Gli eventi che si svolsero tra il 25 luglio 1943 e il 25 aprile 1945 appartengono, a nostro giudizio, a un’altra fase che chiama in causa la Resistenza e le origini della Repubblica, nella quale l’impegno antifascista è collocato in una nuova prospettiva, non più caratterizzata in termini esclusivi dalla lotta contro il regime di Mussolini.
Non è difficile ammettere che su queste scelte pesa l’alea di arbitrarietà, che ricade su ogni ipotesi di periodizzazione. Tanto più che la scelta di restringere l’ambito cronologico al fascismo-regime – escludendo quindi sia il periodo di transizione con Mussolini a capo di un governo pluripartitico e l’ordine liberale non ancora formalmente smantellato, nonostante l’uso sistematico della violenza e il ridimensionamento delle prerogative parlamentari; sia il periodo della lotta di liberazione nazionale – determina assenze che possono apparire ingiustificate. È sufficiente pensare all’esclusione dei nomi di Giovanni Amendola, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Giacomo Matteotti (anche se almeno un opuscolo a firma di Gramsci è stato inserito nell’elenco dei testi), o a quella dell’ampia messe dei giornali della Resistenza per rendersi conto di quali implicazioni abbia comportato la periodizzazione prescelta.
Tuttavia, crediamo che l’acquisizione di tali termini a quo e ad quem garantisca una maggior coerenza di metodo, auspicabile in opere di questo genere. Infatti ha notevolmente semplificato la definizione dello schieramento antifascista: ha permesso cioè di tracciare in modo più netto i confini tra la produzione antifascista fuori-legge e tutti i testi o i periodici che, pur in dissenso più o meno esplicito verso il fascismo, poterono però circolare liberamente (in un contesto di ancora vigente libertà di stampa nel periodo precedente al novembre 1926, o in seguito grazie alla strumentale tolleranza del regime). Il caso delle opere di Benedetto Croce e della rivista da lui diretta è in tal senso emblematico: esse infatti non compaiono nella Bibliografia, nonostante il dissenso al fascismo che le connota.
La sezione Storiografia, nella quale sono stati inseriti titoli di volumi e saggi pubblicati dal 1945 al 2005, è stata costruita sulla base della medesima periodizzazione adottata per le due sezioni precedenti. In altri termini, sono stati selezionati solo lememorie e glistudi che hanno per oggetto i protagonisti e le vicende dell’esperienza antifascista racchiusa nell’arco cronologico compreso tra il novembre 1926 e il luglio 1943.
La selezione delle biblioteche e degli archivi dove eseguire la ricerca ha rappresentato un altro problema di non facile soluzione. Data l’ovvia impossibilità di visitare tutte le biblioteche del mondo, si sono privilegiate le grandi biblioteche nazionali dei principali paesi che furono meta dell’emigrazione antifascista e, per quanto riguarda l’Italia, le biblioteche delle fondazioni, degli istituti e degli archivi maggiormente legati alla storia dell’antifascismo, nonché l’Archivio centrale dello Stato. Attraverso questa indagine sistematica è stato possibile rintracciare e consultare direttamente la stragrande maggioranza dei testi e dei periodici schedati. Le poche eccezioni sono costituite da un numero ridotto di testi e di periodici citati in opere di indubbia attendibilità, ma che non sono stati reperiti in alcun fondo bibliotecario o archivistico da noi consultato. Nelle relative schede, sono state inserite nel campo “note” alcune informazioni di base e il riferimento all’opera in cui il testo o il periodico è menzionato.
L’indicazione - nel campo “localizzazione” – della biblioteca o archivio in cui il documento è conservato non esclude la sua presenza in sedi differenti da quella indicata. Essa vuole offrire solo la seguente doppia informazione (che si ritiene comunque utile, soprattutto per i testi e i periodici di difficile reperibilità): un luogo in cui quel documento è sicuramente consultabile e il luogo in cui è stato effettivamente visionato ai fini della schedatura bibliografica. Nel caso degli archivi, inoltre, è stata inserita nel campo note anche l’indicazione del fondo, della busta e del fascicolo dove il documento è stato reperito. Per l’Archivio Centrale di Stato si tratta in particolare dei fondi Ministero dell’Interno, Direzione generale della pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati, cat. F1 “Stampa italiana sovversiva” e cat. F4 “Stampa estera sovversiva”, nonché del fondo “Tribunale Speciale”. In quest’ultimo caso la ricerca è stata effettuata sul materiale sequestrato contenuto nei fascicoli dei singoli imputati.
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