| Arianna Fognani
Raffaella
Cavalieri, Il viaggio dantesco.
Viaggiatori dell’Ottocento sulle
orme di Dante, Roma, Robin Edizioni,
2006, pp. 176
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Con la pubblicazione de Il
viaggio dantesco Raffaella Cavalieri
analizza l’esperienza di viaggio di
alcuni scrittori europei che, tra la prima
metà dell’800 e i primi anni
del ’900, utilizzarono la Divina
Commedia e la vita errante di Dante
come punto di partenza per creare itinerari
alternativi alla classiche rotte del Grand
Tour italiano. Il testo offre un approccio
inedito alle dinamiche e alle motivazioni
del viaggio letterario in Italia di quegli
anni e si va a collocare in un settore dell’odeporica
ancora oggi poco conosciuto e studiato:
quello del viaggio in Italia sulle orme
di Dante.
Attraverso un intelligente e ben strutturato
confronto letterario tra alcuni passi della
Divina Commedia e le descrizioni
di viaggio di Jean-Jacques Ampère,
Alfred Bassermann ed Ella Noyes, Cavalieri
ricostruisce con precisione i percorsi che
Dante ispirò nei viaggiatori grazie
anche ad una selezione di passaggi altamente
evocativi che contengono descrizioni di
paesaggi, città, monumenti, opere
d’arte ma anche rievocazioni di momenti
storici e ritratti di personaggi resi celebri
dai versi del Poeta. L’inserimento
di una ricca iconografia sul viaggio dantesco
alla fine del volume, arricchisce l’opera
rendendo le descrizioni dei luoghi vive
e concrete agli occhi di studiosi e lettori
appassionati del genere.
Le ricerche condotte da Raffaella Cavalieri
partono da due considerazioni di fondo che
ricostruiscono il contesto storico e filosofico
in cui ha avuto origine il viaggio dantesco.
La standardizzazione degli itinerari e la
relativa omologazione delle relazioni di
viaggio, avevano portato ad un’inversione
di tendenza nei gusti dei viaggiatori più
sensibili che, stanchi di seguire le solite
rotte del turismo moderno, pensarono di
creare nuovi percorsi e di «riscoprire
e rivalutare vecchi itinerari, meno transitati
e meno noti, ma sicuramente più affascinanti».
Tra gli intellettuali europei dei primi
anni dell’800, nasce quindi una «diversa
sensibilità» che li spinge
a viaggiare. Accanto a questo nuovo gusto
del viaggiare, l’autrice affianca
il crescente interesse nella storia, nella
cultura e nella politica italiana avvertito
dagli intellettuali di tutto il mondo che
intravidero nella vita e nelle opere di
Dante degli spunti interessanti attraverso
cui conoscere e studiare meglio la nostra
penisola.
Ripercorrendo con precisione e chiarezza
la storia, l’evoluzione e le tendenze
di questo filone della letteratura di viaggio
e analizzandone criticamente i testi cardine
tramite raffronti diretti con l’opera
di Dante, Cavalieri pone l’accento
sul fatto che le esperienze prese in considerazione,
non trattano tanto di viaggi di esplorazione
nello spazio, alla ricerca di luoghi sconosciuti
come era avvenuto nei secoli precedenti,
quanto di viaggi nel tempo, alla riscoperta
della storia, dell’arte, di città,
monumenti, scorci e panorami italiani già
descritti da altri viaggiatori ma rivisti
attraverso gli occhi e la sensibilità
dei dantomani di fine ‘800
e primi del ’900.
Nel suo studio, Raffaella Cavalieri si interroga
soprattutto sull’influenza esercitata
dagli studi della Divina Commedia sugli
intellettuali del periodo preso in esame
per dimostrare come il viaggio dantesco
fosse animato da uno spirito letterario
ed artistico improntato sulla necessità
di verificare di persona ciò che
aveva ispirato le descrizioni di Dante.
Parafrasando Bassermann, afferma che se
gli studiosi vogliono conoscere davvero
a fondo un poeta, devono visitare i luoghi
in cui ha vissuto e ha lavorato. È
questa la novità, la vera essenza
che anima i viaggi di Ampère, dello
stesso Bassermann e di Ella Noyes: la volontà
di vedere con i propri occhi panorami, monumenti,
città, paesaggi descritti dal Poeta
e di volerli interpretare in maniera empatica,
fondendosi con la Natura e rievocando le
storie, i racconti e le leggende del medioevo
italiano.
Il volume, che riveste un ruolo significativo
nel panorama degli studi sul viaggio dantesco
pubblicati in Italia, rappresenta un valido
strumento di ricostruzione storica e di
interpretazione letteraria del viaggio sulle
orme di Dante contando sia su una buona
ed aggiornata bibliografia che su una preziosa
raccolta di cartine, disegni, tavole, incisioni
che rifiniscono e concludono l’opera.
L’approccio odeporico offre inoltre
un ottimo spunto per iniziare studi simili
anche sulle opere di altri grandi autori
italiani.
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