Maria Malatesta[1] Il
Dottorato in storia e geografia d’Europa e la Summer school
Dinamiche dello sviluppo, dinamiche del territorio
Atti della Summer School del Dottorato "Storia e geografia d'Europa. Spazi, Linguaggi, Istituzioni e Soggetti in Età' Moderna e Contemporanea",
Bologna, 1-2 luglio 2009
La
Summer school è stata il fulcro del progetto che ha improntato il triennio
2007-2009 del Dottorato in storia e geografia d’Europa e che è stato incentrato
sull’idea di dare quanto più possibile voce e visibilità ai dottorandi.
L’attività didattica è stata dedicata soprattutto, anche se non esclusivamente,
ai dottorandi del primo anno, onde permettere a quelli degli anni successivi di
recarsi all’estero. Nel triennio è stata confermata la tradizionale vocazione
internazionale del dottorato bolognese, con il suo alto numero di cotutele sia
in uscita che in entrata e
con una notevole presenza dei dottorandi sul mercato internazionale (SISSCO, Convegno sui dottorati in
storia, Aosta, 12-14 febbraio 2009, Maria Malatesta, Didattica,
internazionalizzazione e nuove formule didattiche) .
La didattica, composta dal
laboratorio informatico per la ricerca bibliografica, lezioni e seminari , si è avvalsa di un significativo
apporto di docenti esterni al collegio dottorale italiani e stranieri (Calendario
delle attività - 2008 ; Calendario
delle attività – 2009)
Il progetto formativo prevedeva per
ogni anno due momenti di verifica e di comunicazione all’esterno del lavoro
svolto dai dottorandi. I dottorandi del primo anno erano tenuti a presentare al
collegio entro luglio il piano definitivo della loro ricerca; a novembre
dovevano stilare un paper nel quale discutere criticamente sulle fonti della
loro ricerca e sulla bibliografia di riferimento. A discutere il paper sulle
fonti e la bibliografia furono chiamati esperti esterni affiancati da membri
del collegio. I dottorandi iscritti al secondo e al terzo anno presentavano a
novembre l’avanzamento della ricerca e partecipavano a giugno alla Summer school.
La cosiddetta Summer school ( anche
se il suo vero nome avrebbe dovuto essere “seminario dei dottorandi”) fu
introdotta nei cicli precedenti, quando il coordinamento del dottorato era
affidato a Mariuccia Salvati. Dal 2007 è stata ulteriormente valorizzata grazie
all’introduzione dei discussants. Ogni paper era discusso da uno o più esperti,
preferibilmente esterni al collegio allo scopo di far conoscere le ricerche dei
dottorandi. Nel 2007 e 2008, grazie alla presenza di ricerche che avevano tra
loro molti punti di contatto metodologici e contenutistici, fu possibile
trovare un tema comune. La Summer school fu divisa in sessione di mezza
giornata l’una, ognuna delle quali era preceduta o seguita dalla relazione di
un docente su un tema inerente l’argomento della sessione o di sintesi degli
interventi dei dottorandi. Nel
2009 si è invece deciso di cambiare e di individuare un tema nel quale
potessero riconoscersi a grandi linee tutti i dottorandi, molti dei quali,
hanno dovuto misurarsi con un tema nuovo, seppure correlato alla loro ricerca.
In quell’anno la Summer school è stata aperta anche ai due dottorandi del primo
anno, i quali si sono misurati con questa esperienza a sei mesi dall’inizio del
dottorato. Il modello ha funzionato così bene che si è deciso di pubblicare per
la prima volta i papers sulla rivista di Dipartimento “Storicamente”.
In tutti e tre gli anni i discussants
hanno avuto un ruolo assai positivo, apportando un valido aiuto alle ricerche
in corso. Alcuni sono tornati più di una volta, sono entrati a far parte delle
commissioni per l’esame finale e sono diventati dei punti di riferimento per i
dottorandi. La Summer school ha dunque svolto anche una importante funzione di
sociabilità accademica contribuendo a far conoscere i dottorandi all’esterno e
creando piacevoli occasioni conviviali per docenti e allievi.
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